Intervista a Carla Fracci

Lo scorso Novembre, Napoli era in festa . Non era la solita ricorrenza, ma un evento unico, indimenticabile. Il Teatro di San Carlo che tante volte ha celebrato i grandi nomi della musica,dell’opera e della danza,questa volta stende il tappeto rosso ad una regina dell’arte e per lei organizza una serata speciale.Una festa per gli ottanta anni, della Divina della Danza: Carla Fracci Di lei si è scritto,parlato,detto e visto di tutto. Roberto Bolle,in televisione,in prima serata su RAI uno, la vuole come ospite d’onore, ma sarà poi Giuseppe Picone , a Napoli, in qualità di nuovo Direttore del Corpo di Ballo, del Massimo Napoletano, ad inserire nel programma “Autunno Danza del teatro di San Carlo di Napoli ,una serata, interamente dedicata alla stella della Danza. Per lei nasce un Gala, un mosaico di balletti di Repertorio celebri, che l’hanno resa famosa al grande pubblico. A danzare in suo onore i giovani talenti del Corpo di Ballo del teatro di San Carlo di Napoli.

Come definisce il suo viaggio artistico ?

Il mio percorso è stato lungo, bello, importante di grande fascino ma non mi sono mai sentita una star. La quotidianità, la routine dell’allenamento, sono state e continuano ad essere una costante nella mia vita. Faccio ancora la mia sbarra , in prima posizione, tutte le mattine ,come la facevo ieri con la stessa grande umiltà e questo ti resta per sempre. E deve essere così per ogni professionista. Il mondo della Danza non è solo rose e fiori come si pensa , ci sono anche le spine.

Come si sente quando la definiscono Icona del balletto italiano?

La ballerina non è quella dei trentadue fouettès in punta tecnicamente perfetti .Oggi molte danzatrici, hanno doti di altissimo livello. Anzi più di quanto si possa immaginare rispetto al passato. Ma spesso noto che manca l’anima ,il gesto espressivo che nasce dal cuore. Non voglio essere ricordata con la definizione di icona della danza ,preferisco si dica di me: Una donna forte, determinata che ha lavorato onestamente sempre, con grande professionalità. Per tante sere sono stata Giulietta, Giselle , Aurora , Chèri , Isadora e tante altre eroine del balletto romantico . Ogni volta un ruolo diverso, ma dopo ogni spettacolo ero semplicemente Carla,una donna normale. Non mi sono mai sentita una vera star. Non si vive in punta di piedi ma con i piedi per terra.

Cosa le ha regalato la danza?

Tanto,tantissimo. Soprattutto la conquista di quello che generosamente la vita mi ha donato. Le persone belle che ho incontrato e che sono state fondamentali per la mia carriera. Mio marito ,mio figlio. A loro devo il sostegno e la forza per i momenti difficili, trasformati in bellissime emozioni in scena.

Cosa pensa della danza in televisione?

Bisogna capire cosa intendiamo per danza e cosa non lo sia ! Operazioni come quelle di Roberto Bolle, di portare la vera danza classica in televisione è stata una scelta coraggiosa e geniale. Oggi tutto passa per il piccolo schermo ed internet, ma bisogna dare i messaggi giusti. Lo stato nel nostro paese, deve essere più attento,vigile e sostenere più iniziative legate al mondo della danza professionale. Solo così la vera danza vivrà per sempre, non solo della memoria di chi l’ha fatta , ma di quelli che la faranno.

Maria Gabriella Favetti